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Editoriale: La trave e la pagliuzza

Scritto da Stefano Auteri  | 

“Abbiamo dieci punti in meno per colpa degli errori arbitrali”. Partiamo da questa dichiarazione rilasciata dal Vicepresidente del Catania, Vincenzo Grella, per provare ad analizzare come sempre non tanto, o non solo, la singola partita e ciò che si è visto in campo, ma tutto l'universo rossazzurro. E' vero Stoppa è stato atterrato in area; è vero la conseguente espulsione non ci sarebbe stata; è vero non è il primo errore che subisce il Catania, ed è vero oltre che giusto che la società si faccia sentire, ma al netto di tutte queste verità ce ne è anche un'altra: focalizzarci solo su questo argomento non farebbe il bene del Catania. Senza quell'errore probabilmente De Rose e compagni avrebbero vinto, ma commentare la partita ed il momento del Catania solo in base all'episodio e al singolo risultato non permetterebbe di risolvere i problemi.

 Incentrare l'analisi dell'ennesima prestazione deludente dei rossazzurri su un errore arbitrale arrivato a sei minuti dal novantesimo, non fa altro che distrarre rispetto ai motivi per cui il Catania ancora una volta si trova a dover recriminare, piuttosto che festeggiare una vittoria con tre gol di scarto. Contro un modestissimo Altamura il Catania all'ottantesimo non si trovava sullo 0-3 per colpa della svista del direttore di gara, ma a causa di un errore del singolo (anzi più di uno di Celli, ma solo uno punito); a causa di un mercato deficitario che non ha prodotto alternative pericolose in avanti; a causa non tanto di carenza di gioco quanto di una mancanza di intensità, e dunque di quell'identità classica delle squadre di Toscano; a causa delle assenze di Anastasio, Dalmonte, Di Gennaro, Lunetta, Sturaro, a cui si sono aggiunti Allegretto, Di Tacchio e Inglese (fino a venerdì non risultavano infortunati?); e infine a causa dello stop di Guglielmotti che tra l’altro ha costretto Frisenna con i crampi a giocare largo a destra con Raimo a sinistra. Ecco in un'analisi del pareggio e delle difficoltà del Catania bisognerebbe poi andare ancora a ritroso e cercare di capire quali siano le cause di tutte queste “cause” sopracitate.

Probabilmente la frustrazione ha preso il sopravvento (visto che il dossier sui torti arbitrali inviato in Lega a novembre non ha generato effetti), probabilmente è stata presa in considerazione anche un po' di classica strategia di distrazione di massa, ma essendo tutto tardivo oggi la reazione della piazza è avversa e la ricercata insurrezione popolare contro “i fischietti” a tutela della vittima rossazzurra viene meno. Del resto è come pensare alla pagliuzza quando il vero problema è la trave. Lo ripetiamo ancora una volta i tre punti magari avrebbero dato un po' di fiducia come a Monopoli, ma difficilmente avrebbero cambiato la sostanza. Purtroppo se è vero che il Catania ha dieci punti in meno per colpa di errori arbitrali, è innegabile che ne manchino 34 per propri demeriti, visto che nessun avversario ha dimostrato un potenziale così superiore agli etnei. E allora, come è logico volersi fare rispettare in Lega “con le buone o con le cattive”; è altrettanto doveroso rispettare l'oggettività critica nell'analizzare a fondo una situazione in cui si devono trovare responsabili e soluzioni.

 Il Catania, la dirigenza e Toscano sono in difficoltà. Le dichiarazioni e l'atteggiamento lo testimoniano, ma questo campionato in qualche modo lo si deve completare. Nessuno ha il piacere di sparare sulla Croce Rossa, ma finchè i protagonisti rossazzurri non prenderanno davvero in considerazione e non parleranno dei veri problemi e dei veri limiti, senza responsabilizzare la mancanza di ottimismo da parte di stampa e piazza, la sfortuna o gli arbitri, sarà giusto sottolinearlo. Non per il Catania, ma per il dovere di critica. Per il resto speriamo che Jimenez sia ispirato come ad Altamura, che Inglese si riprenda prima di subito, e che arrivi qualche buona notizia per quanto riguarda gli investimenti sulle strutture. E' vero, Catania e le sue componenti meritano rispetto, non meritano certi arbitraggi, non meritano prestazioni del genere ad Altamura, e meritano sicuramente un’analisi critica lucida e scelte societarie ponderate per esaltare finalmente un progetto rimasto al palo