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Top Player: Mario Ierardi, il braccetto che ha "capito come giocare"

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Seconda porta inviolata consecutiva per il Catania. Sapete quante volte era già accaduto in stagione? Solo due, il periodo non lo diciamo perché si rischia la ripetitività, ma non può certo essere un caso che ricapiti adesso: con il ritorno di Di Gennaro, della sicurezza di Dini e con il recupero di Mario Ierardi. Contro il Crotone, da braccetto l'ex Vicenza dimostra di aver capito come abbinare la fase difensiva a quella difensiva, come si chiede ad un terzo della retroguardia del 2025: non è che sfondi in attacco, anche perché dal suo lato Raimo non è che proponga chissà quali sovrapposizioni e Jiménez è stato con la luce spenta, ma non ha più paura di tenere palla anche nella metà campo avversaria.

Toscano lo aveva messo un po' da parte, "doveva capire certe cose", sembrava dovesse partire: è rimasto, diventando simbolo di un Catania che i giocatori li può anche recuperare o aspettare, pur nella negatività dei momenti. Dal gol di Monopoli ad oggi una crescita continua che garantisce la titolarità e i sonni più sereni del tecnico: ieri pomeriggio il Crotone dal suo lato nemmeno ci ha provato a fare male, certamente perché il Catania non ha mai lasciato campo libero, ma va sottolineata anche la dedizione e l'alchimia con Di Gennaro, Dini e Gega. Nella difesa etnea adesso la sensazione è che con un impianto definito, a turno qualcuno possa essere sostituito senza abbassare l'intensità. Chiaro che non possiamo ancora parlare di muro invalicabile, di gomma, ma se l'attacco fatica è una notizia ancor più lieta che la difesa sappia comportarsi bene. Per un finale di campionato da squadra che vuole avere un futuro, per dei play-off da squadra che vuole essere più di una semplice mina vagante.