Editoriale: Sparare sulla Croce Rossa

Pareggio, un altro; vittoria che non arriva al Massimino, ancora una volta; sconforto ormai dilagante e sensazione fastidiosa di non sconfitta da accettare come epilogo positivo viste le avversità. Commentare la sfida contro il Foggia risulta davvero complicato perchè criticare un Catania impreciso e impalpabile in avanti per 70 minuti sembra quasi come sparare sulla Croce Rossa vista l'evidenza dei fatti. Anastasio ha giocato a rischio infortunio; Luperini in ritardo biblico di condizione; Corallo è ancora lontano dall'essere un giocatore professionista; soluzioni assenti in panchina, sono tutte verità che non fanno altro che creare attenuanti ad uno spettacolo vietato ai neofiti del calcio. E' altrettanto improponibile, però, esaltare un pareggio in casa contro un Foggia limitato, ed è altrettanto esagerato enfatizzare il recupero del parziale e la volontà, perchè è tutto troppo labile.
La verità probabilmente è che ci sono due dimensioni. La prima è quella relativa alla sfera tecnica e dei giocatori che può essere criticata ma fino ad un certo punto perchè lavorare in queste condizioni problematiche è davvero complicato. La seconda riguarda l'aspetto societario ed è lì che il focus della contestazione e degli interrogativi sul futuro diventa sicuramente più centrato. Del resto anche lo stesso Toscano nella conferenza stampa pre partita ha fatto intendere che se non ci saranno dei cambiamenti e miglioramenti nelle “componenti” che riguardano la società etnea, lui stesso non sarebbe utile in futuro. Insomma tutti chiedono chiarezza, crescita, idee chiare e maggiore attenzione ai dettagli, perchè una stagione (o meglio due se consideriamo anche ala scorsa) come quella che sta vivendo il Catania è inammissibile.
Il pareggio contro il Foggia è il sesto maturato al Massimino, ma è il ruolino da inizio gennaio che deve fare riflettere, visto che con 10 punti i rossazzurri hanno il quinto peggior rendimento (in attesa di Cavese-Casertana e senza considerare Taranto e Turris). Catania non può essere soddisfatta per non aver perso; non può vivere di stenti perchè se è vero che vedendo la distinta ad inizio partita le aspettative sarebbero potute essere anche peggiori, è altrettanto chiaro che Toscano aveva suonato la carica chiedendo quella cattiveria e determinazione che si sono viste solamente nel finale di partita, quando il Foggia si è spaventato più di se stesso che di altro. Purtroppo la realtà è questa e Toscano sembra aver raggiunto la soglia di sopportazione, il che non vuol dire abbandonare la nave, ma riflettere con grande attenzione sul suo futuro. Ad oggi l’obiettivo del mister e della squadra è quello di arrivare nel “modo migliore al momento giusto”(i playoff), ma anche in questo bisognerà capire se sarà un’illusione o qualcosa in cui poter realmente credere.
Un'altra verità ormai assodata è la posizione del tifo etneo. I fischi alla lettura della formazione sono stati da prodromo ad una contestazione arrivata al suo climax con l'avversione verso il pari e l'abbandono degli spalti da parte della Nord. Nella Sud striscioni in aperto contrasto con la dirigenza. Per ricucire questo rapporto serviranno sforzi enormi e soprattutto fatti convincenti. Servirà ritrovare credibilità, serviranno investimenti, servirà la dimostrazione di una programmazione basata su colonne portanti nuove; serviranno delle teste da far saltare, serviranno così tante cose che è doveroso pensarci già da adesso, perchè essere ottimisti e sperare nei miracoli è frutto dell'emotività; progettare e organizzare il caos sono figli della razionalità. E ne servirà tanta da utilizzare con i giusti tempi.