Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Editoriale: “Maturandi”

Scritto da Stefano Auteri  | 
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Il Catania non ha sfruttato in pieno l'occasione di accorciare sul quarto posto, ma la sfida contro il Crotone può essere letta sicuramente diversamente dalle altre classiche ‘occasioni sprecate’ già vissute in stagione. Partiamo da un primo aspetto molto importante: il Catania ha tenuto testa ad una signora squadra che ha identità ed è più avanti nel percorso progettuale. La gara non era facile, resistere alle tentazioni di pressing errato ed evitare disattenzioni dei singoli davanti al possesso palla degli avversari neanche, ma quella vista al Massimino è stata una prova “matura” soprattutto dal punto di vista difensivo. E in ottica playoff questo vale più probabilmente del pareggio. Qualcuno potrebbe pensare che l'elogio degli uomini di Longo sia esagerato, ma non è così, e ciò valorizza ancor di più un risultato che appare sterile solo in parte. Gli altri due aspetti importanti riguardano l'essere vivo del Catania e come i giocatori siano concentrati nel seguire i desideri del loro tecnico.

Tutti questi fatti visti in campo si abbinano alla seconda volta consecutiva in cui la porta è rimasta inviolata, stavolta non contro il Messina ma al cospetto del miglior attacco del girone. Ma il dato più importante è che questo pareggio non ha alterato il clima di positività con cui il Catania si dovrà approcciare alle vere due gare decisive di questo trittico. Adesso sul percorso dei rossazzurri c'è un Trapani allo sbando e in preda alla stessa confusione che ha caratterizzato gli ultimi mesi della presidenza Antonini ed un Avellino che dovrà arrivare al Massimino con l'ansia di difendere i primi posti. E' ovvio che pensare in grande sia molto prematuro, ma il pari con il Crotone potrebbe assumere contorni ancor più positivi sulla scia di ciò che accadrà nel prossimo weekend a Trapani. E' chiara la differenza, come dicevamo, del percorso di Catania e Crotone, ma il vivere di accelerazioni e picchi, se consolidati dalla fase difensiva, potrebbe mettere i bastoni nelle ruote davvero a chiunque.

I piedi devono rimanere saldamene per terra, il Catania deve continuare ad approcciarsi alle gare senza l'ansia di dover vincere a tutti i costi, ma finalmente si può respirare un'aria non così negativa, nonostante alcune costanti che si ripetono e potrebbero inficiare il finale. Il riferimento, ovviamente, è agli infortuni. Dalmonte doveva essere l'arma in più dopo quanto di buono visto a Messina, Montalto doveva avere l'ennesima opportunità, e in avanti si dovevano avere rotazioni più ampie. Alla fine nulla di tutto ciò ma solo la costante difficoltà di uscire da questa situazione problematica. Però, come dicevamo, queste notizie non hanno inquinato eccessivamente l'aria respirabile. Il passo ulteriore il Catania dovrà farlo vincendo in casa, sfruttando davvero in pieno le occasioni. Sta mancando questo, ma per adesso è probabilmente giusto accontentarsi della situazione venutasi a creare